La distensione psicofisica profonda, oltre al ristoro in termini energetici del nostro sistema nervoso e, più in generale, del nostro apparato psichico, ha un grande vantaggio: permette all’individuo di aprirsi a una dimensione ricostruttiva del proprio benessere e della propria armonia. Ciò può essere affrontato anche attraverso l’immersione immaginativa, ovvero tramite l’uso di immagini mentali autoprodotte o di rappresentazioni eteroindotte attraverso la visualizzazione su appositi supporti. Il vantaggio che il profondo rilassamento rigenerante può garantire è quello di essersi liberati dalle resistenze psicologiche, che contribuiscono a definire la nostra personalità, e dai rumori di fondo che offuscano la possibilità di essere ricettivi al linguaggio dell’universo simbolico. Partendo dall’assioma bionomico secondo il quale la soluzione a una problematica risiede sempre all’interno della nostra mente, il linguaggio simbolico dell’immagine, una volta emerso, si configura come il materiale sul quale risulta necessario lavorare per riconsiderare la problematica, le risorse interne, le risorse esterne e l’atteggiamento della persona nella propria vita e in quella situazione.
Come scritto più sopra, le vie per approdare all’emersione di questo linguaggio sono fondamentalmente due: la via autoindotta e la via eteroindotta.
Il primo caso è quello della terapia autogena superiore: essa è il naturale proseguimento del training autogeno di base. Una volta raggiunto un profondo stato di autogenia, attraverso la commutazione ipotalamica il soggetto è invitato, attraverso la guida del terapeuta in un primo momento e poi in autonomia, a lasciar emergere determinate immagini consentendo alla propria mente di strutturarle senza alcuna direttiva. L’apparato psicofisico della persona, grazie al rilassamento delle strutture nervose, sarà pronto ad accoglierle nel loro manifestarsi “agli occhi della mente” giungendo solo in secondo momento a un’elaborazione lucida attraverso la parola.
La seconda modalità è quella delle CaleIdeoscopie® e delle ImagEvolution®. Questi sono protocolli di intervento elaborati attraverso anni di ricerche e sperimentazioni dal Dott. Prof. Guido Pesci, psicoterapeuta di fama internazionale. Anche in questo frangente risulta necessario intervenire, in una fase preliminare, attraverso tecniche di rilassamento corporeo che abbiano un rimando sul piano fisiologico e psicologico. Nel primo caso il soggetto, in uno stato di profonda quiete e pace interiore, osserva un’immagine in continuo mutamento simile a quelle prodotte da un caleidoscopio fino alla definizione più marcata della figura finale. Quest’ultima viene analizzata insieme al terapeuta nella sua valenza simbolica dopo che il soggetto l’abbia accolta, approdando a un’analisi rivelatrice dei parallelismi tra quanto ha percepito e quanto ha vissuto. Il secondo metodo, anch’esso definito dopo approfondite analisi e perfezionamenti, segue le tracce di quello precedentemente menzionato. Anche in questo caso la persona, dopo applicazioni tecniche volte a raggiungere un intenso stato distensivo in stretto contatto con il terapeuta, è invitato a osservare immagini in evoluzione, che non cambiano sotto il profilo del loro aspetto primario, ma sotto il profilo funzionale o sotto quello spaziale. In un secondo momento la persona è invitata a parlare dell’immagine visualizzata cercando di enucleare le sfumature di significato che la accompagnano e definendo parallelismi con il proprio sé interiore e il proprio momento di cambiamento, per rendere cosciente le proprie possibilità evolutive.